ATTORNO AL VETRO e il suo riflesso nella pittura

La mostra

Corto Circuito. Dialogo tra i secoli

ATTORNO AL VETRO E IL SUO RIFLESSO NELLA PITTURA

Mestre, Centro Culturale Candiani
dal 16 dicembre 2017 al 27 maggio 2018

Progetto di Gabriella Belli
A cura di Chiara Squarcina

Aperture speciali a Pasqua (1 aprile) e 25 aprile 2018, dalle 15.00 alle 20.00

 

Attorno al Vetro e il suo riflesso nella pittura

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Margherita Moscardini, Istanbul City Hills - On the Natural History of Dispersions and States of Aggregation

Un inedito parallelismo tra vetro e pittura è al centro della nuova proposta espositiva del Comune di Venezia e della Fondazione Musei Civici di Venezia per il Centro Culturale Candiani di Mestre, che continua così ad offrire al pubblico proposte originali e di assoluta qualità, ispirate a un cortocircuito estetico e interpretativo capace di innescare nella fruizione artistica nuove riflessioni e visuali inedite.

Nel caso dell’esposizione “Attorno al Vetro e il suo riflesso nella pittura”, che si terrà dal 16 dicembre 2017 al 27 maggio 2018, i capolavori dell’arte vetraria – creazioni dalle tecniche più diverse che hanno attraverso i secoli, il costume e il gusto, scelti nelle magnifiche collezioni del Museo del Vetro di Murano – trovano il loro riflesso e soprattutto un rinnovato valore artistico e simbolico nei circa 30 dipinti opportunamente selezionati nelle raccolte civiche, in particolare in quelle della Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, ma anche in prestigiose collezioni pubbliche e private, dalla Pinacoteca di Barletta al MAXXI di Roma, dai Musei Civici di Pesaro alla Fondazione CRTrieste.

Un dialogo serrato e raffinato, che mostra come il vetro nella narrazione pittorica si sia conquistato – dal Cinquecento in poi e grazie anche al virtuosismo creativo dei maestri vetrai di Murano – un ruolo di primo piano nella composizione, punto focale dell’impianto compositivo, elemento estetico dall’autonoma identità artistica e viatico verso allusivi significati, magari sul senso dell’esistenza o sulla fragilità della vita umana o della società attuale.

“I vetri nelle nature morte – scrive nel catalogo della mostra Jean Blancheart – sono delle finestre che prendono la luce, la portano nel quadro e la rimandano sugli oggetti del dipinto stesso, illuminandoli. La magia del riflesso (…) ci consente di vedere in un vaso, in una bottiglia, in uno specchio, qualcosa che sta dietro, qualcosa di lontano. E quante volte i vetri nelle nature morte sono dipinti proprio per aumentare la potenzialità di luce del quadro”.

Non solo dunque un banale elemento di contestualizzazione o la strumentale occasione per dimostrare l’abilità del pittore nella resa coloristica o luministica di un materiale così complesso.

“Questa mostra – scrive Gabriella Belli – svelerà come i pittori di ogni epoca abbiano identificato nel vetro un preferenziale riferimento estetico capace di “riflettere” in modo originale personali sviluppi concettuali. Così dal vetro trasparente a quello colorato e filigranato, dagli esemplari dove la leggerezza materica rende quasi impalpabile l’oggetto fino alla fisicità materica delle lavorazioni novecentesche, si comprenderà l’evoluzione innovativa dell’arte muranese vetraria e come la pittura abbia saputo trasferire sulla tela la duttile personalità del vetro e il suo progredire nei secoli obbligandoci a guardarlo attraverso inedite prospettive”.

Autori come Berents, De Nittis, De Maria, Morandi – che per esempio vestiva di colore le sue bottiglie accordando loro una matericità diversa dagli originali – non si sono dunque limitati alla riproduzione su tela dell’oggetto ma, accentuando ora questo ora quell’aspetto estetico o valore intrinseco, ne hanno proposto una “trasposizione visionaria” seguendo il proprio personalissimo percorso artistico.

Così la mostra, curata da Gabriella Belli e Chiara Squarcina, è fatta di giochi sottili, di rimandi quanto mai affascinanti tra opera dipinta e opera reale, a suggerire una rilettura della storia del vetro di Murano dal XVI secolo fino all’attualità, mediata dalla personalità del pittore che racconta un’altra storia. Tutta da scoprire.

“Questa splendida mostra – dichiara il Sindaco Luigi Brugnaro – dedicata al vetro di Murano e ai suoi riflessi nella pittura s’inserisce a pieno titolo nel percorso che, come Comune di Venezia e Città Metropolitana, stiamo portando avanti, assieme alla Fondazione Musei Civici, per promuovere anche in terraferma la grande arte, mettendo in connessione le straordinarie raccolte dei musei lagunari con il territorio metropolitano”.

“Attorno al vetro – afferma la Presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia Mariacristina Gribaudi – permette di sottolineare ancora una volta in modo innovativo la grande importanza che Venezia diede a quest’arte e che trova nel museo del Vetro di Murano un luogo deputato per raccontare lo sviluppo e l’espansione di questo straordinario materiale ma anche ad accogliere tutto quello che il vetro saprà esprimere con le future generazioni”.