Fondazione Musei Civici di Venezia | MUVE

Idee creative

MUVE education continua a farvi scoprire le bellissime collezioni dei Musei Civici di Venezia con la proposta di tanti tutorial: diverse attività pensate per essere realizzate direttamente a scuola ma anche a casa, in famiglia, per stimolare la creatività, partendo dalle opere, dai luoghi e dalle tradizioni di Venezia.
Ogni tutorial contiene indicazioni sui materiali necessari allo svolgimento dell’attività, tutti facilmente reperibili, e illustra i passaggi per sperimentare insieme con immediatezza e facilità divertendosi attraverso l’arte.

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Aspettiamo le fotografie delle vostre creazioni all’indirizzo education@fmcvenezia.it

 

Il mistero del cane tagliato
Come si legge un quadro

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In un famoso dipinto di Vittore Carpaccio, conservato al Museo Correr, sono rappresentate due signore eleganti…
Sembra tutto tranquillo, ma se osserviamo bene, c’è qualcosa di strano: un cane, un bimbo ed il gambo di un fiore, nel vaso, sono tagliati.
Perché il pittore ha rappresentato questi elementi così?
Che fine ha fatto il fiore? L’hanno, forse, mangiato gli uccelli?
Quale mistero cela il famoso dipinto “Due dame veneziane” di Carpaccio?
Siete pronti a scoprirlo insieme?
E se dopo l’indagine volete saperne di più scaricate il dossier “Il mistero del cane tagliato. Storia di un enigma” con tutte le tappe di questa aggrovigliata vicenda critica.

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Inventa storie
Tra le opere di Ca’ Rezzonico

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Che ci fanno il pappagallo, il rinoceronte, il cane, la dama, il trono e molto altro ancora “fuori” dagli ambienti e dalle opere di Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano?
Semplice: hanno voglia di vivere nuove storie!
Stampiamo i template su cartoncino, costruiamo i tre dadi ‘speciali’ e mettiamo in moto la fantasia.
Possiamo giocare da soli o con più persone: scegliamo un dado, lanciamolo ed iniziamo l’avventura con il classico “C’era una volta…”.
Con il tiro di un altro dado sviluppiamo la trama della storia con avvenimenti, azioni ed altri personaggi…
Volete lasciare traccia delle vostre storie?
Scrivetele e mandatecele a education@fmcvenezia.it

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Crea il tuo “mobile”
Con il Calder di Ca’ Pesaro

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Alexander Calder era un ingegnere di Philadelphia che a Parigi è diventato famoso modellando opere giocose con il fil di ferro e lamine colorate.
Cos’ha di diverso quest’opera? 
L’artista ha inventato una scultura senza peso che pende dal soffitto e al minimo spostamento d’aria danza liberamente nello spazio per poi ritornare in equilibrio.
L’artista Marcel Duchamp ha chiamato questa particolare scultura di Calder “mobile” che in francese significa sia “mobile” che “motivo”.
Calder ha esposto quest’opera alla Biennale di Venezia del 1952, vincendo il primo premio come miglior scultore straniero. Vogliamo realizzarne uno assieme? 
Ecco di seguito il tutorial con tutto l’occorrente!

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Alexander Calder, Gong rossi gialli e blu (o Triplice gong), 1951, lamine dipinte e fil di ferro, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna

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Gioco di memoria
Identikit delle opere dei Musei Civici Veneziani

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Un gioco divertente, che richiede concentrazione e… memoria! Il “nostro” GIOCO DI MEMORIA è davvero speciale perché sulle cards sono raffigurate alcune tra le più belle opere rappresentative dei nostri 11 musei. Capolavori realizzati da artisti straordinari! Dopo aver stampato i template, ritagliamo le cards e sfidiamo i nostri avversari: compagni di scuola, amici, mamma, papà, nonni…! Vince chi riesce a trovare più coppie di immagini uguali. Una volta finito il gioco, grazie al tabellone di approfondimento, scopriremo a quale museo appartengono le opere che abbiamo “conquistato”!
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Un affresco da ricomporre
L’allegoria Nuziale di Tiepolo a Ca’ Rezzonico

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Forse non tutti sanno che a Ca’ Rezzonico c’è proprio il cielo… in una stanza! Il soffitto della Sala dell’Allegoria Nuziale si apre su un cielo azzurro popolato da molti personaggi dipinti da Giambattista Tiepolo, uno dei più famosi pittori veneziani dei suoi tempi, affiancato da Girolamo Mengozzi Colonna.
Ma come ha fatto a realizzare quest’opera?
Con la tecnica dell’affresco. Il pittore non ha lavorato su una tela o su una tavola, ma direttamente sul muro dove è stato steso, in due strati, un intonaco cioè una “poltiglia” composta da sabbia, polvere di marmo e calce mescolate con acqua.
Tiepolo ha dipinto su questo intonaco quando era ancora umido (“fresco”), con pennellate molto veloci per finire l’opera prima che si asciugasse.
Per essere sicuri di lavorare su un intonaco sempre fresco cosa facevano i pittori?
Lo stendevano solo nella parte di muro che pensavano di riuscire a dipingere in giornata.
Per fare tutto l’affresco, quindi, serviva un certo numero di “giornate”. Ma cos’è successo? 
L’affresco di Giambattista si è diviso in tanti riquadri ed è pure scomposto!
Serve proprio un occhio allenato per ricomporre il puzzle… ci proviamo?
Di seguito ecco i template da stampare e ritagliare. Ogni singolo puzzle rappresenta una “giornata”!

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Giambattista Tiepolo, Allegoria Nuziale, 1758, affresco, Ca’ Rezzonico

 
 

A tu per tu con il leone
Nei dipinti di Palazzo Ducale

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Andando a passeggio per campi, calli e campielli lo avrete visto riprodotto moltissime volte.
Di chi stiamo parlando?
Stampate la scheda ed unite i puntini per scoprire chi è il protagonista di questa attività.
Per completare la missione armatevi di coraggio e affrontate “a tu per tu” i due ospiti di Palazzo Ducale…
A quale dei due dipinti di Jacobello del Fiore e di Vittore Carpaccio assomiglia di più l’immagine che avete ricostruito?
Ad un primo sguardo i due quadri sembrano molto simili, ma analizzandoli con attenzione noterete alcune differenze…
Colorate il vostro “re”, arricchitelo di particolari e mandateci le foto dei vostri capolavori!!

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Le tazzine di carta
Per una colazione ‘settecentesca’

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Il grande artista Pietro Longhi, del quale sono esposte molte opere a Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano, ci fa “entrare” piano piano nella vita quotidiana veneziana del Settecento. I membri del patriziato sono raffigurati nelle loro occupazioni giornaliere e nei propri passatempi come, ad esempio “Il parrucchiere”, “Visita di un cavaliere in bauta”, “Il Rinoceronte”, ecc.
Ispirandoci all’opera “Cioccolata del mattino” realizziamo con il modello e il tutorial qui di seguito una bellissima tazza da decorare a piacere.

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Opere di Pietro Longhi esposte a Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento veneziano

 
 

Costruisci un acquario
Come quello delle Tegnùe del Museo di Storia Naturale ‘Giancarlo Ligabue’

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L’acqua è la nostra risorsa più preziosa: tutti dobbiamo fare la nostra parte per non sprecarla. E come si fa? Beh, ad esempio facendo una doccia breve di max 5 minuti, chiudendo il rubinetto dell’acqua quando ci laviamo i denti, spegnendo i dispositivi tecnologici quando non li usiamo… Tutti piccoli gesti quotidiani che possono contribuire a ridurre o mitigare alcuni importanti effetti climatici come le inondazioni, la siccità, l’inquinamento…
‘Tuffiamoci’ allora nel vasto mondo dell’acqua alla scoperta dei suoi simpatici “abitanti” e costruiamo un acquario, ispirandoci a quello delle tegnùe del Museo di Storia Naturale di Venezia “Giancarlo Ligabue” con i suoi abitanti!

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Giochiamo con la moda
Con gli abiti del Settecento di Palazzo Mocenigo

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Gli abiti del Settecento sono un “affare” davvero complesso: attraverso “effetti” speciali si potevano ottenere ampie gonne, vitini di vespa, ecc… Con questo tutorial ripercorreremo passo passo la procedura settecentesca della vestizione o procederemo all’ideazione di un nostro personale abbigliamento, utilizzando semplicissimi materiali di recupero.
Scarichiamo o ricopiamo il figurino (femminile e maschile) e tiriamo fuori tutta la nostra creatività!

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Museo di Palazzo Mocenigo

 
 

Un mandala speciale
Ispirati dal leone di Palazzo Ducale

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I mandala sono dei disegni dalla forma circolare in cui tutti i punti convergono al centro. ‘Maṇḍala’ in sanscrito (una lingua ufficiale dell’India) significa cerchio e secondo la tradizione orientale questi disegni sono una rappresentazione dell’universo… Colorare mandala è davvero rilassante! Di solito si parte dal centro e si procede via via a colorare verso l’esterno: bisogna prendersi del tempo per scegliere gli accostamenti e le tonalità dei colori. Ancora oggi i monaci tibetani realizzano mandala tradizionali utilizzando sabbia colorata finissima e… tantissima pazienza. I mandala creati vengono poco dopo distrutti per ricordare che nulla dura per sempre.
Ecco un paio di modelli tra cui quello ispirato al nostro amatissimo LEONE che, a Palazzo Ducale, è davvero raffigurato in ogni dove: dipinto, scolpito, istoriato… Bisogna aguzzare bene la vista per trovarli tutti! In mancanza di una stampante possiamo ingegnarci con righello, compasso o bicchieri di forme diverse per creare un mandala tutto nostro!

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Le quattro stagioni in 3D
La natura nei dipinti di Ca’ Pesaro

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In questo tutorial dedicato all’ambiente ci divertiremo a ripercorrere, creativamente, le trasformazioni della natura nelle varie stagioni. Realizzeremo un bellissimo albero in 3D e lo rappresenteremo partendo dall’inverno e proseguiremo con la primavera, l’estate e l’autunno. Gli alberi sono molto importanti… Ci forniscono cibo, calore, riparo…
Sono una risorsa, un bene comune fondamentale nel raggiungimento della sostenibilità ambientale. Ritrarre la natura è una bella sfida e un piacere per ogni artista. Molti pittori si sono lasciati affascinare da madre natura: osserviamo bene colori e dettagli nelle opere selezionate dalla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro.
Lasciamoci ispirare e mettiamoci all’opera! Utilizzeremo, come sempre, materiali semplici e anche un goccio di caffè…

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Il ventaglio di carta
Con i capolavori di Pietro Longhi a Ca’ Rezzonico

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Il ventaglio è un accessorio dalle lontane e antichissime origini che ancora oggi viene utilizzato. I nostri musei ne conservano di bellissimi al Museo di Palazzo Mocenigo e al Museo Correr. Prodotto essenzialmente in Francia, Inghilterra e Italia, il ventaglio si è diffuso in Europa tra il XVII e il XVIII secolo. Con immagini dipinte sia sulla pagina che sulle montature (stecche), ha rappresentato per lungo tempo un oggetto indispensabile per le dame che lo usavano come mezzo per proclamare la propria femminilità e condizione sociale.
In alcune opere dell’artista Pietro Longhi, conservate nel Museo del Settecento veneziano di Ca’ Rezzonico, possiamo osservare i ventagli tra le mani delle dame raffigurate nelle loro occupazioni giornaliere, nei propri passatempi e durante il Carnevale: il ventaglio non è solo un oggetto bello da vedere, ma anche una testimonianza di mode antiche, un fascino d’altri tempi da cui ci ispiriamo per realizzare il nostro personalizzato di carta.

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Animali fantastici
Dalla camera delle meraviglie del Museo di Storia Naturale ‘Giancarlo Ligabue’

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Animali fantastici e dove trovarli? Al Museo di Storia Naturale di Venezia “Giancarlo Ligabue”, dove si possono ammirare, tra le tante sale interessanti, anche la ricostruzione di una “Wunderkammer”, cioè una “Camera delle Meraviglie” dove nel Cinquecento si affollavano oggetti preziosi, rari, bizzarri, grotteschi o mostruosi, che avevano lo scopo di stupire gli occhi dei visitatori…
Addirittura parti di animali diversi venivano montate a formare mostri artificiali, che poi venivano venduti per veri!! I basilischi, rettili favolosi che secondo le credenze davano la morte con lo sguardo (se ne parla anche nella storia di un famoso mago), venivano realizzati con resti essiccati di vari pesci e di altri animali modificati con abili contorcimenti. Il lavoro veniva concluso con l’applicazione di occhi di vetro, come negli esemplari custoditi in museo.
Oggi sappiamo bene che queste creature non sono realmente esistite, ma in passato hanno interessato scienziati di tutte le epoche. Ispirandoci alla camera delle meraviglie realizzeremo un ‘fantalibro’ di animali fantastici di carta. Come sempre utilizzeremo materiali semplici che abbiamo tutti a casa.

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Wunderkammer del Museo di Storia Naturale di Venezia “Giancarlo Ligabue”

 
 

La rosa di carta
Ispirandosi alle opere di Ca’ Rezzonico e Ca’ Pesaro 

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Molte opere delle nostre collezioni raccontano la bellezza della primavera: la natura si risveglia e tanti fiori sbocciano, regalandoci un’esplosione di colori e profumi…
Qui di seguito troviamo una selezione di opere provenienti da Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano e Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna: ogni artista, con il proprio tocco personale, ha celebrato la stagione fiorita. Da queste composizioni ci ispiriamo per realizzare un regalo molto speciale in occasione della Festa della Mamma: dal dipinto… alla carta!
Dopo la prova con il bocolo di San Marco siamo pronti a cimentarci anche con sua maestà la rosa!

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Maestro dei fiori guardeschi, Natura morta con cesto di fiori, seconda metà XVIII secolo, olio su tela, Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano

Giuseppe Santomaso, Fiori, XX secolo, olio su tavola, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna

Emil Nolde, Piante fiorite, 1909, olio su tela, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna

 

 
 

Scopri l’opera con la pixel art
L’oggetto misterioso del Museo del Vetro di Murano

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Cos’è la “pixel art”?
Per rappresentare delle immagini i nostri computer hanno bisogno di costruire una speciale griglia e di colorarci dentro dei quadretti chiamati “pixel”. I pixel sono così piccoli e numerosi che non riusciamo a distinguerli ad occhio nudo: quando li visualizziamo sul monitor ci appaiono fusi in un’unica immagine. Più i pixel sono piccoli più l’immagine è precisa e definita. Con la stessa tecnica e un semplice foglio di carta, realizziamo una riproduzione “pixelata” di un’OPERA molto bella e preziosa conservata al Museo del Vetro di Murano (una splendida bottiglia modellata a forma di conchiglia, nello specifico di una capasanta, realizzata nel 1650 circa).
Per insegnanti e genitori: la pixel art è un’attività molto divertente per avviare i bambini ad un primo approccio al coding.

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L’ora della Terra: SOS animali
Diventa un naturalista

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Quasi 26.000 specie animali rischiano di scomparire per sempre dal nostro pianeta! Tigri, elefanti, lupi, panda, ma anche gorilla e farfalle, piante, rettili e anfibi sono ogni giorno minacciati dall’uomo. Il WWF è impegnato in tutto il mondo per difendere queste specie e i preziosissimi ambienti in cui vivono, ma per salvarle ha bisogno di nuovi e coraggiosi eroi.
Una missione importante da fare insieme: aguzziamo bene la vista e scoviamo gli animali in via d’estinzione nascosti tra le lettere, scegliamone uno e compiliamo questo speciale “Identikit” utilizzando parole e disegni. Aiutiamoci con enciclopedie, riviste, libri e siti internet scientifici: questo è il momento giusto per usare questo patrimonio di conoscenza che abbiamo, sia a scuola che a casa!

Nella collezione Giuseppe de Reali del Museo di Storia Naturale di Venezia Giancarlo Ligabue alcune specie esposte sono, purtroppo, estinte, altre sono fortemente a rischio estinzione.
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La ricetta dei bussolà
Il dolce tipico di Burano

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L’isola di Burano è un luogo magico: ci sono le case tutte colorate, il Museo del Merletto e le merlettaie che, ancora oggi, portano avanti questa antica tradizione.
Ma è anche l’isola deI Bussolà, il biscotto dei pescatori buranei, che veniva preparato dalle mogli in grandi quantità per essere portato nelle lunghe traversate in laguna e in mare. Era un biscotto molto nutriente e si conservava bene: una volta indurito veniva inzuppato nel vino o nell’acqua, con il tempo i bussolà sono diventati il dolce tipico di Burano, mangiato soprattutto nel periodo pasquale. Prepariamo allora una VERA ricetta!
Illustrazione: Italia In Cartoon

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Un palazzo da colorare
Come quello dei Dogi di Venezia

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Una bellissima illustrazione di Palazzo Ducale da stampare e poi colorare come più ci piace!
Diventiamo anche noi artisti della Repubblica Serenissima!

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Il grattage
e l’uovo di… Ca’ Pesaro!

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Realizziamo un uovo super artistico e bellissimo ispirandoci a “G.G. 105”, un’opera molto interessante dell’artista Mario Deluigi, proveniente dalle collezioni di Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, che è stata realizzata con la tecnica “grattage”.
Grattage significa raschiatura e consiste nel graffiare con vari strumenti la pittura ancora fresca, stesa in più strati sulla tela o su altri materiali. Come il pittore Deluigi “toglieremo la materia” per far emergere dal nostro uovo delle interessanti tracce luminose… Useremo, come sempre, materiali molto semplici che abbiamo tutti, a scuola o a casa: un foglio di cartoncino, colori a cera, della tempera nera ed uno stuzzicadenti.
Facciamo tante uova d’arte, grandi o piccole, da nascondere a scuola, in casa o in giardino per un’originale “caccia all’uovo”!

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Mario Deluigi, G.G. 105, tempera su tela, 1962, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna

 
 

‘Carpa’ d’aprile
…direttamente da Ca’ Rezzonico

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Filastrocca del pesce d’aprile
che è un pesciolino primaverile,
non sta nel fiume,
non sta nel mare,
non ha neppure imparato a nuotare:
ma anche quando non sono in vena
me lo ritrovo attaccato alla schiena.

Il 1° aprile è il “pesce d’aprile”, il giorno famoso per fare tanti scherzi! Si tratta di una tradizione in uso in tantissimi paesi con lo scopo bonario di ‘burlarsi’ delle vittime. Creiamo insieme il nostro pesce di carta da attaccare sulla schiena dei nostri amici, mamma, papà, nonni… senza essere visti!
Naturalmente non realizzeremo un pesce qualunque, ma LUDOVICO e QUINTILIANO, le carpe di Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano che ormai sono diventate le mascotte di tutti i visitatori e di chi frequenta il suo splendido giardino. Procuriamoci della semplice carta e seguiamo il tutorial per creare la nostra carpa con la tecnica dell’origami.
Quanti abboccheranno all’amo?

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Ludovico e Quintiliano, le due carpe giapponesi di Ca’ Rezzonico

 
 

Un “ARTADDOBBO” DI NATALE
con i capolavori di Pietro Longhi

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Mettiamo in moto le nostre doti creative con un super “ARTADDOBBO” natalizio!
Per farlo ci ispireremo alle opere di Pietro Longhi, un famoso pittore veneziano che dipingeva piccoli quadri in cui sono ritratti nobili, ma anche persone semplici, mentre fanno le cose di tutti i giorni e nei loro passatempi. Questo artista è un po’ magico, proprio come il Natale: con le sue opere, ci fa “entrare” in punta di piedi nella vita quotidiana veneziana del Settecento e ce la racconta nei minimi dettagli…
Ma ora mettiamoci all’opera! Di seguito il tutorial, i template con alcuni particolari dei dipinti di Longhi in scala di grigio e gli “originali” da cui prendere ispirazione, per realizzare delle decorazioni natalizie davvero speciali utilizzando, come sempre, materiali semplici che abbiamo tutti, a scuola o a casa!

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Pietro Longhi, Passeggiata a cavallo, olio su tela, 1755, Venezia, Ca’ Rezzonico. Museo del Settecento veneziano
Pietro Longhi, La Furlana, olio su tela, 1740-1750, Venezia, Ca’ Rezzonico. Museo del Settecento veneziano
Pietro Longhi, Famiglia Patrizia, olio su tela, 1755, Venezia, Ca’ Rezzonico. Museo del Settecento veneziano
Pietro Longhi, Scuola di lavoro, olio su tela, 1752, Venezia, Ca’ Rezzonico. Museo del Settecento veneziano
Pietro Longhi, La lettera del Moro, olio su tela, 1751, Venezia, Ca’ Rezzonico. Museo del Settecento veneziano
Pietro Longhi, Il ciarlatano, olio su tela, 1757, Venezia, Ca’ Rezzonico. Museo del Settecento veneziano

 
 

San Martino
Con un capolavoro del Museo Correr

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L’11 novembre si celebra San Martino!!!
Per festeggiare questa ricorrenza, tanto amata a Venezia da grandi e piccini, ecco la super ricetta del “San Martino”, un dolcetto buonissimo di pasta frolla ricoperto di cioccolato o glassa, caramelle, confetti… che rappresenta il Santo a cavallo mentre sta per tagliare il mantello per offrirlo ad un povero.
Prima di metterci all’opera leggiamo insieme l’identikit di questo Santo, raffigurato anche in un dipinto di Giovanni Mansueti al Museo Correr, poi procuriamoci gli ingredienti e divertiamoci a realizzare il nostro San Martino, in classe o con mamma e papà. Di seguito, oltre alla ricetta, il template da stampare o ricopiare per dare alla pasta frolla la forma del santo a cavallo con la spada.

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Giovanni Mansueti, San Martino e il Mendico, 1500-1510, olio su tela, Museo Correr

 
 

Lo scheletro del Campanaro
Una ‘paurosa’ sorpresa dal Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue

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Nella grande sala dedicata alla “Museologia scientifica” del Museo di Storia Naturale di Venezia “Giancarlo Ligabue” sono state riorganizzate collezioni storiche, strumentazioni scientifiche e pubblicazioni dei naturalisti del tempo. Rocce, fossili, vegetali, animali e loro parti sono esposti in questa sala, ma c’è pure uno scheletro umano… Di chi?! Del Campanaro di San Marco!!!
Leggiamo il racconto, un po’ pauroso, della sua vicenda e poi, armati di coraggio, divertiamoci a realizzare lo scheletro del Campanaro che “abbellirà” le nostre classi o le nostre case nella notte di Halloween e non solo! Ma lo scheletro ci aspetta sempre “dal vivo” in museo…

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Un ‘bòcolo’ speciale

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Il 25 aprile si celebra l’anniversario della Liberazione d’Italia e a Venezia si festeggia anche il patrono San Marco con la romanticissima Festa del Bocolo.
Ancora oggi è viva l’usanza di offrire alla propria amata un bocciolo di rosa (el ‘bocolo’), simbolo dell’amore che non si spegne, in memoria di due antichi innamorati, la veneziana Maria e Tancredi, soldato di Carlo Magno.
Realizzeremo un bellissimo bocolo con la carta: il risultato è eccezionale! Come sempre servono materiali semplici: due fogli di carta colorata (o carta bianca dipinta o colorata con pastelli o cerette), colla e uno stuzzicadenti.
In un’oretta circa di lavoro paziente ed attento otterremo un bocolo molto speciale!

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