Fondazione Musei Civici di Venezia | MUVE

MUVE Friend Card

Visite e attività riservate

MUVE Racconta
Ciclo di incontri online

Continua a giugno, in esclusiva per i possessori della Muve Friend Card della Fondazione Musei Civici di Venezia, il ciclo di incontri online dal titolo MUVE racconta. Ogni settimana un appuntamento dedicato all’approfondimento di opere, collezioni, attività e artisti di uno dei Musei Civici, attraverso il racconto dei responsabili e dei curatori di ciascuna sede.
Il Museo del Vetro di Murano, il Museo Correr, Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna e Casa di Carlo Goldoni saranno i protagonisti di questo mese.

 

CALENDARIO GIUGNO – LUGLIO

Giovedì 3 giugno, ore 17.00
Chiara Squarcina, Dirigente Fondazione Musei Civici di Venezia
Il vetro archeologico. Un’ispirazione per il design del Novecento
La relazione tra il vetro archeologico e il vetro del Novecento, firmato da Buzzi e Martinuzzi solo per citare alcuni nomi noti, è un aspetto poco noto in quanto questi due mondi, cronologicamente così lontani tra loro, sembrano non avere alcun elemento in comune. Nulla di più errato. Il mondo estetico antico ha ispirato da sempre, ma soprattutto nel Novecento, chi voleva rinnovare il concetto estetico del vetro. Attraverso esempi concreti vi faremo capire come Martinuzzi guardando i reperti archeologici conservati al Museo del Vetro si ispirasse per le forme e per i colori dei suoi straordinari vetri a dimostrazione che la modernità nasce sempre dalla ceneri del passato.

Martedì 8 giugno, ore 16.00
Andrea Bellieni, Responsabile Museo Correr 
I misteri delle due dame veneziane: indagine su un dipinto
È certamente l'”icona” del Museo Correr: le celebri Due dame, dipinto realizzato su tavola e firmato da Vittore Carpaccio nell’ultimo decennio del Quattrocento.
Dalla fine nel Settecento l’opera appartenne al primo fondatore delle raccolte d’arte e storia cittadine, il nobile abate Teodoro Correr; invece, tutti i precedenti proprietari, fin all’originario committente, sono ignoti. In verità buona parte del fascino che emana da questo dipinto assolutamente singolare deriva dalla somma di misteri e dubbi che lo circondano; fin il soggetto è incerto: apparentemente due nobili dame veneziane, minuziosamente descritte nei loro ricchissimi abiti, sedute in riposo su di un balcone, forse addirittura annoiate, senza vera azione, entrambe in atto di fissare un ignoto punto esterno all’inquadratura sulla sinistra, circondate da animali, frutti, oggetti, certo non scelti a caso e bensì in origine ben ‘eloquenti’ per committente e pittore.
Solo in tempi recenti il mistero si è in parte disvelato, coinvolgendo nella storia anche un altro dipinto, una scena di “caccia all’anatra in laguna”, oggi conservato presso il Getty Museum di Los Angeles. 

Martedì 15 giugno, ore 16.00
Alberto Craievich, Responsabile Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento veneziano
La pittura del Seicento: i tenebrosi
Verso il 1650 la pittura a Venezia assume un orientamento naturalistico, fortemente drammatico, che riprende, con un ritardo di quasi cinquant’anni, l’arte di Caravaggio, attraverso l’interpretazione di Giuseppe Ribera.
Si tratta di uno stile in cui la tematica e il modo di dipingere trovano una perfetta aderenza: soggetti violenti e sinistri, eseguiti con una stesura a forti ombre e accesi contrasti di luce E’ un fenomeno omogeneo, che investe in modo unitario gran parte di ciò che viene dipinto in laguna per oltre un ventennio. E’ il primo indirizzo moderno, in senso compiuto, della pittura veneziana del Seicento.

Martedì 22 giugno, ore 16.00
Elisabetta Barisoni, Responsabile Ca’ Pesaro – Galleria internazionale d’arte moderna
La collezione Carraro
Dal 2017 il percorso della collezione permanente di Ca’ Pesaro si è arricchito di 82 capolavori che la Fondazione Carraro ha destinato in comodato a lungo termine alla Galleria. Venezia è all’origine del sentimento che ha animato Chiara e Francesco Carraro durante la loro vita insieme e ha rappresentato una potente fonte di ispirazione per il collezionismo che li ha accompagnati per oltre trent’anni. La Galleria Internazionale d’Arte Moderna è il luogo da loro scelto per condividere una grande passione e dare al pubblico la possibilità di fare un viaggio, unico e affascinante, attraverso i capolavori di de Chirico, Morandi, Donghi, De Dominicis, Severini, Martini, Wildt, Tofanari, Quarti e Bugatti, e ancora Zecchin, Bellotto, Barovier, Stella, Martinuzzi, Bianconi, Seguso, Scarpa. 
Uno sguardo sul ‘900 fatto con i collezionisti Chiara e Francesco Carraro e anche una visione d’insieme, al contempo coerente e intensa, di oltre mezzo secolo di produzione artistica, dalle arti decorative alla scultura, dalla pittura all’arte vetraria, secondo una prospettiva unica e privilegiata.

Martedì 29 giugno, ore 16.00
Chiara Squarcina, Dirigente Fondazione Musei Civici di Venezia
Le marionette dopo il restauro
Ai comici e cantanti si affiancano sui palcoscenici istituzionali ed anche su quelli aristocratici i piccoli colleghi di legno, in sostituzione degli artisti in carne ed ossa che celati dietro le quinte animano le rappresentazioni di prosa e di opera musicata. Da qui si sviluppò il teatro marionettistico, e nel secolo XVIII furono molti i teatri di marionette nelle case patrizie, con un repertorio che andava sempre più arricchendosi e facendosi più vario con melodrammi e pantomime, farse, tragedie e balli. Un cospicuo gruppo di marionette appartenenti al lascito Arbib, non è mai stato esposto in quanto lo stato di conservazione non ne permetteva la fruizione. Grazie ad un finanziamento da parte di Venice in Peril Fund, ente di beneficenza atto a raccoglie fondi per ripristinare e conservare opere d’arte e architettura a Venezia e per studiare modi per proteggerli dai rischi futuri, nel 2020 le 20 marionette del XVIII secolo appartenenti a 3 nuclei diversi, sono state restaurate da Chiara Angolani e troveranno prossimamente spazio all’interno degli spazi museali.

Martedì 6 luglio, ore 16.00
Chiara Squarcina, Dirigente Fondazione Musei Civici di Venezia
Il significato di una candidatura UNESCO
Tutt’Italia è impegnata, nelle persone delle Maestre merlettaie, a far riconoscere dall’UNESCO l’unicità del “saper fare” il merletto. Un’arte che rischia di andare perduta e che ogni comunità detentrice di questa importante conoscenza è impegnata a salvaguardare e tramandare. In questo incontro parleremo proprio di quanto sia lungo e complesso questo procedimento, di come sia determinante l’impegno di tutti e come l’unicità di ogni tecnica sia la ricchezza vera del merletto italiano, amato e imitato in tutto il mondo.

Martedì 13 luglio, ore 16.00
Luca Mizzan, Responsabile Museo di Storia Naturale di Venezia Giancarlo Ligabue
Il Museo di Storia Naturale di Venezia per la ricerca e la salvaguardia delle tartarughe marine dell’Adriatico
Il Museo di Storia Naturale di Venezia conduce ricerche nel territorio secondo la propria mission istituzionale. Nell’ambito delle ricerche di biologia marina da decenni il Museo raccoglie dati sulla presenza delle tartarughe marine lungo le nostre coste, per arricchire le informazioni relative agli esemplari delle collezioni storiche che possiede, frutto delle ricerche dei naturalisti dei secoli scorsi. La presenza di questi animali lungo le nostre coste, considerata erroneamente occasionale se non addirittura eccezionale è in realtà testimonianza dell’importanza dell’Alto Adriatico per la biologia delle tartarughe marine dell’intero bacino Mediterraneo, ruolo che proprio le ricerche del museo hanno concorso a portare all’evidenza della comunità scientifica internazionale. Nell’ambito del progetto NETCET, con fondi comunitari, il Comune di Venezia, con la collaborazione tecnico scientifica del Museo, ha realizzato nel periodo 2013-2015 un piccolo Centro di Primo Soccorso per tartarughe marine sul litorale veneziano, il primo nel Veneto, che ha affidato poi per la gestione allo stesso Museo. Dotato di tutte le autorizzazioni ministeriali necessarie alla manipolazione di specie rigidamente protette da normative comunitarie il centro di recupero presso il Morosini del Lido si propone come momento di tutela di questi importanti animali a rischio di estinzione, ma anche di sensibilizzazione e informazione per la collettività grazie ad attività didattiche ed eventi svolti in collaborazione con il centro Morosini che lo ospita. Esempio della varietà e della ricchezza delle attività che il Museo di Storia Naturale di Venezia svolge grazie a professionalità e competenze assolutamente peculiari.

Gli incontri sono in lingua italiana, durano circa un’ora, ai partecipanti verrà inviato un link alla piattaforma Zoom.
Gli incontri sono riservati ai possessori della MUVE Friend Card.


 

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