Quattromila chilometri percorsi in due settimane, 55 località esplorate e più di 2.000 reperti di scarabei raccolti. È il bilancio di una spedizione entomologica condotta nel giugno 2024 nella Turchia sud-orientale, nell’area dell’antica Mesopotamia, al centro del racconto che sabato 3 ottobre alle ore 15.00, nella sala conferenze del Museo di Storia Naturale di Venezia, vedrà protagonista Marco Uliana, entomologo del Museo e specialista nella tassonomia degli scarabei.
L’incontro, organizzato dalla Società Veneziana di Scienze Naturali, in collaborazione con il Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue sarà l’occasione per ripercorrere le tappe della spedizione e, attraverso l’esperienza sul campo, raccontare il lavoro di chi studia, identifica e documenta la biodiversità.
La spedizione si inserisce nel programma di ricerche entomologiche avviato dal 2024 dal Museo di Storia Naturale di Venezia in collaborazione con l’Università Gazi di Ankara e il Museo di Storia Naturale del Salento. L’obiettivo è quello di studiare e documentare la diversità degli scarabei del Mediterraneo orientale, del Vicino Oriente e dell’Asia centrale attraverso il confronto tra le collezioni museali e l’osservazione diretta sul campo.
La Turchia sud-orientale rappresenta un territorio di particolare interesse per la ricerca zoologica: un vero crocevia di faune provenienti dall’Anatolia e dall’area arabica e, al tempo stesso, una regione storicamente meno esplorata dal punto di vista dei campionamenti zoologici.
Per scoprire la diversità biologica serve ancora indossare zaino e scarponi e allontanarsi dal laboratorio, spiega Uliana. Campionare, fotografare e osservare direttamente gli organismi resta infatti indispensabile anche dopo secoli di raccolte biologiche: i reperti conservati nei musei permettono di studiare la biodiversità, ma il lavoro sul campo consente di confrontare le informazioni disponibili, documentare la variabilità delle specie e affrontare quei casi in cui ciò che si osserva non coincide con quanto riportato dalla letteratura scientifica.
Nel corso della spedizione sono state campionate 7- 8 specie coinvolte in studi di approfondimento. Tra gli obiettivi c’era anche la ricerca di specie non osservate da lungo tempo come l’Eulasia montana, uno scarabeo impollinatore di un centimetro che vive sui fiori nella Turchia orientale, un animale che non è più stato osservato da quando fu scoperto nella seconda metà dell’Ottocento.
Il materiale raccolto entrerà a far parte delle collezioni del Museo, che conserva circa 850.000 insetti. Le collezioni rappresentano infatti una risorsa scientifica condivisa: i reperti possono essere studiati dagli specialisti del Museo e da ricercatori esterni, contribuendo alla conoscenza della biodiversità su scala internazionale.
Al centro dell’incontro ci sarà anche un focus sul lavoro del tassonomo, che Uliana descrive come una sorta di “anagrafe della vita” che consiste nell’identificare gli organismi, riconoscere le specie, distinguerle da quelle simili e comprenderne distribuzione e relazioni. Un lavoro altamente specializzato che, proprio perché studia i viventi secondo i loro confini biologici e non secondo quelli geopolitici, può portare un ricercatore veneziano a concentrarsi su organismi provenienti da territori molto lontani.
La ricerca sugli scarabei diventa così anche una finestra sulla biodiversità del pianeta.
Questo lavoro per me risponde a un’esigenza innata di curiosità verso i viventi - continua Uliana. È come se gli organismi fossero un’enorme settimana enigmistica da risolvere e non riesco a trattenermi dal farlo: quando vedo un animale, la prima domanda che mi faccio è ‘chi è e cosa fa nella vita?’ e, se nel cercare di rispondere, non trovo una risposta soddisfacente, l'impulso è ‘"a cerco io".
Ancora oggi il numero complessivo delle specie viventi è tutt’altro che conosciuto: le stime oscillano tra circa 5-6 milioni e oltre 100 milioni di specie. In questo scenario, il lavoro di musei, tassonomi e ricercatori sul campo contribuisce a costruire, un organismo alla volta, quella “anagrafe della vita” necessaria per comprendere il mondo naturale e i cambiamenti a cui è sottoposto.
Il ruolo dei musei di storia naturale è oggi sempre più importante - dice Luca Mizzan, responsabile del Museo di Storia Naturale -: educare i cittadini, offrire strumenti corretti per comprendere i cambiamenti in atto e supportare il lavoro di politici e giornalisti. C’è poi una fondamentale funzione scientifica: stiamo perdendo una biodiversità che in parte non conosciamo ancora, con specie che potrebbero estinguersi prima ancora di essere scoperte. I musei conservano un patrimonio unico, un vero archivio fisico della biodiversità, e hanno quindi la responsabilità di studiarlo e di sensibilizzare la società sulla sua importanza e sulla necessità di conservarlo.
Marco Uliana accompagnerà il pubblico attraverso immagini, luoghi, specie e storie della spedizione, mostrando come dietro una collezione museale ci sia un lavoro fatto di esplorazione, osservazione e ricerca, ancora oggi indispensabile per scoprire e comprendere la diversità della vita. Ma anche di divulgazione.
Uno dei compiti del museo - aggiunge Mauro Bon, responsabile ricerca e divulgazione scientifica del Museo - è tradurre la ricerca scientifica in un linguaggio semplice e accessibile a tutti. Nel caso dell’entomologia questo è particolarmente importante, perché è un ambito molto specialistico e complesso, ma proprio per questo può diventare uno strumento straordinario di divulgazione. Gli insetti hanno enorme fascino, soprattutto per i più giovani: sono piccoli, ma aprono la porta a un mondo enorme, ancora in gran parte da conoscere. E proprio la parte di conoscenza che ci manca rende il lavoro dei tassonomi capace di stimolare curiosità e immaginazione.
Tutte le nostre conferenze rientrano nel grande progetto di divulgazione scientifica che rappresenta il nostro impegno fin dalla nascita della Società, oltre cinquant’anni fa - sottolinea Veronica Borsato, presidente della Società Veneziana di Scienze Naturali che ha organizzato l’incontro. Cerchiamo di alternare i diversi ambiti delle scienze naturali e di avvicinare alla loro complessità e alla loro bellezza un pubblico di appassionati, curiosi e ricercatori. Per questo abbiamo accolto con particolare interesse la proposta di Marco Uliana di raccontare la sua spedizione in Turchia: conoscevamo già il suo lavoro e questi viaggi scientifici ci incuriosivano, ma sarà soprattutto l’occasione per condividere con il pubblico i risultati della ricerca e il fascino della biodiversità. Gli scarabei, in particolare, sono animali di una bellezza straordinaria. È proprio questo uno degli aspetti che più mi affascina: la scienza non è soltanto conoscenza e studio, ma può anche farci scoprire la bellezza che abbiamo intorno a noi e che spesso non siamo abituati a osservare.
Per partecipare alla conferenza è necessario ritirare il pass gratuito presso la biglietteria del Museo, a partire da mezz’ora prima dell’inizio e fino ad esaurimento dei posti disponibili.