Dopo la riapertura delle Sale Reali nel 2022, la Fondazione Musei Civici di Venezia prosegue il proprio programma di investimenti al Museo Correr con un importante intervento di riprogettazione del primo piano, realizzato con l’impegno della Città di Venezia, anche grazie al sostegno del Comité Français pour la Sauvegarde de Venise, oggi presieduto da François Pignol.
Il Comité ha “adottato” due delle diciassette sale, che faranno parte del futuro, nuovo percorso espositivo del museo dedicate alla dimensione domestica di Teodoro Correr (sala 7) e a Venezia Città - Stato (sala 9).
Un impegno che si rinnova, in occasione della Cena di Gala per i 60 anni dalla fondazione del Comité Français pour la Sauvegarde de Venise tenutasi ieri, giovedì 8 ottobre, all’Istituto Italiano di Cultura a Parigi: alla presenza del Ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, la Ministra della Cultura Catherine Pégard, il Sindaco di Parigi Emmanuel Grégoire, con la partecipazione della Fondazione Musei Civici di Venezia, rappresentata dalla Presidente Mariacristina Gribaudi, dal Segretario Organizzativo Mattia Agnetti e dalla Direttrice Scientifica Chiara Squarcina, insieme al Sindaco di Venezia Simone Venturini.
La rinnovata collaborazione con il Comité Français pour la Sauvegarde de Venise rappresenta per la Fondazione Musei Civici di Venezia un esempio prezioso di impegno, condivisione di intenti e, non ultimo, di amicizia. Il sostegno del Comité si inserisce in una storia di attenzione e cura nei confronti di Venezia che dura da sessant’anni e che oggi trova nell’impegno per il Museo Correr una nuova, importante espressione. Tornare a prenderci cura del museo della città, dopo il capitale intervento delle Sale Reali, significa custodire una parte fondamentale dell’identità di Venezia, ma anche restituirla al pubblico con strumenti e linguaggi capaci di parlare al presente e al futuro. Siamo particolarmente felici di rinnovare questa collaborazione, che testimonia quanto la salvaguardia di Venezia sia una responsabilità collettiva e quanto il dialogo tra Italia e Francia possa tradursi in progetti concreti per la cultura e per la città Mariacristina Gribaudi, Presidente Fondazione Musei Civici di Venezia
Dopo l'acqua alta del 1966 che colpì in modo devastante Venezia, rispose un'altra marea animata da solidarietà, amicizia e responsabilità internazionale. La Francia fu tra le prime nazioni a raccogliere l'appello della nostra città e, da allora, il Comité Français pour la Sauvegarde de Venise ha trasformato quella vicinanza in un impegno concreto e continuo per il nostro patrimonio. Dalle Sale Reali ai nuovi interventi che impreziosiranno il Museo Correr, questa storia continua a scrivere nuove preziose pagine ancora oggi. Sessant'anni dopo Venezia è una città diversa: oggi possiamo difenderci dalle maree eccezionali con strumenti e tecnologie che allora non esistevano, a partire dal Mose. Ma salvaguardare Venezia significa anche custodirne la storia, restaurarne il suo patrimonio e trasmetterla così alle generazioni future e da questo punto di vista i comitati internazionali giocano un ruolo da protagonisti. Ringrazio il presidente François Pignol e tutto il Comité per l'affetto che dimostrano con i fatti, ricordando con gratitudine Jérôme Zieseniss. Venezia sa di avere nella Francia un'amica fedele Simone Venturini, Sindaco di Venezia
Le Comité Français de Sauvegarde de Venise è felice di aprire un nuovo capitolo nel contesto della fruttuosa collaborazione e partnership con la Fondazione dei Musei di Venezia nel contributo al restauro e riqualificazione delle tre sale nell’ambito del progetto Grand Correr François Pignol, Presidente Comité Français de Sauvegarde de Venise
Complessivamente, il nuovo progetto del museo introdurrà un nuovo ordinamento tematico ed espositivo, che integra interventi architettonici, opere di restauro, l’adeguamento degli impianti e dell’illuminazione, nonché un completo ripensamento delle strategie espositive. Ogni sala sarà dotata di rinnovati strumenti museografici, scientifici e di comunicazione, con particolare attenzione all’accessibilità e all’inclusione.
Il nuovo percorso proporrà un avvincente viaggio attraverso la Storia e la Civiltà di Venezia — il suo Stato, le sue istituzioni, la città e le arti — raccontate attraverso collezioni di straordinario valore. Il Museo Correr si riconferma così come “Il Museo di Venezia”: un luogo di incontro, di studio e di condivisione della conoscenza, capace di contribuire attivamente alla vita culturale della città.
Dentro Casa Correr (sala 7)
In continuità con la Sala 50, questo ambiente immerge i visitatori nel mondo domestico di Teodoro Correr. Una riproduzione in grande formato del disegno di Lazzari ricostruisce l’ambientazione originaria della casa del collezionista, mentre gli oggetti raffigurati — ancora oggi conservati nel Museo — sono esposti di fronte, creando un dialogo diretto tra immagine e realtà. I dipinti riconoscibili nel disegno, tra cui il Ritratto del doge Andrea Contarini, il Ritratto di famiglia e San Marco Evangelista, sono presentati accanto ad arredi dell’epoca, come un mobile barocco e un manufatto con intarsi in madreperla appartenuto a Correr. Un facsimile di alta qualità delle Due dame veneziane di Vittore Carpaccio, originariamente conservate in questa sala, ne restituisce la presenza storica, insieme a una riproduzione della Tentazione di Sant’Antonio. Tutte le opere saranno corredate da apparati multilingue e da specifici interventi di conservazione.
Venezia come Stato-Città (sala 9)
Apertura della Sezione II del nuovo percorso, la Sala 9 esplora i simboli e le istituzioni della Serenissima. I ritratti seicenteschi dei Procuratori di San Marco sono presentati in un suggestivo dialogo con gli originali abiti cerimoniali. Capolavori di Lazzaro Bastiani, Gentile Bellini e Vittore Carpaccio — raffiguranti i dogi Francesco Foscari, Giovanni Mocenigo e Leonardo Loredan — costituiscono i nuclei portanti del racconto, insieme alla Processione ducale in Piazza San Marco di Cesare Vecellio.
Museografia: Carlo Scarpa e il nuovo progetto
Il progetto reinterpreta il celebre allestimento realizzato da Carlo Scarpa nel 1952-53, uno degli esempi più significativi della museografia italiana moderna. La Sala 9, originariamente concepita come “Sala dei Procuratori”, recupera alcuni elementi fondamentali della visione di Scarpa: i ritratti tornano a dialogare con gli abiti storici, esposti nuovamente nelle custodie originali restaurate, mentre nuovi arredi minimali si integrano armoniosamente nello spazio. L’intervento, progettato dallo Studio Guicciardini Magni (Firenze), coniuga conservazione e chiarezza contemporanea.