Fondazione Musei Civici di Venezia presenta due importanti progetti dedicati all'arte contemporanea: Per sempre, fino alla fine, mostra personale di Giuseppe Di Liberto ospitata nella Project Room di Ca' Pesaro, e Becoming with and unbecoming with di Elena Mazzi, acquisita grazie al PAC 2025 – Piano per l'Arte Contemporanea promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, ed esposta al primo piano del museo, all’interno della collezione permanente.
Visitabile dal 23 giugno al 6 settembre 2026, Per sempre, fino alla fine è l'installazione site-specific di Giuseppe Di Liberto (Palermo, 1996; vive e lavora a Venezia), a cura di Marta Cereda e Giulia Mariachiara Galiano.
Il progetto prende forma dalle ricerche più recenti dell'artista intorno al tema della fine - intesa non come evento conclusivo, ma come sentimento di attesa che accompagna, precede e dilata l'incognita della dissoluzione. Centrale nel lavoro è Venezia: fragile, esposta e ciclicamente minacciata, la città opera come paradigma di una tensione inesauribile in cui permanenza e perdita coesistono senza mai risolversi.
Questo sentire si traduce in un dispositivo percettivo e performativo, capace di trasformare lo spazio in una soglia esperienziale.
L'opera si presenta come un grande piano rettangolare in calcestruzzo, sospeso al centro dello spazio. A intervalli regolari, un liquido nebulizzato dall'alto investe la scultura attivandone temporaneamente la superficie, dalla quale affiora un'immagine che, una volta emersa, inizia subito a ritirarsi. In questo ritmo di epifania e scomparsa, la scultura si configura come un dispositivo rituale che non solo attraversa l'immaginario apocalittico, ma riattiva il sentimento di attesa che lo contraddistingue.
Contemporaneamente, una fragranza apocalittica, sviluppata appositamente per il progetto da Alessandra Avanzi, si diffonde nello spazio. Il profumo porta con sé sentori di carbone e legno bruciato che prolungano nell'aria i segni già presenti sul piano visivo, costruendo un campo sensoriale espanso.
La mostra rientra nella rassegna "Polifonie italiane" (2024–), a cura di Camilla Salvaneschi e Angela Vettese, che riunisce artisti formatisi presso l'Università Iuav di Venezia.
Nella stessa giornata viene presentata Becoming with and unbecoming with (2023) di Elena Mazzi (Reggio Emilia, 1984), opera acquisita da Ca' Pesaro grazie al PAC 2025, nell'ambito del finanziamento ottenuto dalla Fondazione Musei Civici di Venezia attraverso il Piano per l'Arte Contemporanea promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
La serie, composta da cinque sculture in argento e vetro di Murano, nasce in seguito a un incidente dell'artista, la frattura di alcune vertebre e il conseguente lungo periodo di immobilità.
Per ritrovare una sintonia tra corpo e paesaggio, l'artista ha deciso di compiere un viaggio in un fiordo dell'Islanda: un luogo in cui la densità umana è ridotta al minimo e i paesaggi si rifanno a un immaginario preistorico. Le ossa dei cetacei galleggiano per mesi sulle acque e gli abitanti raccolgono i resti per decorare i giardini.
Anche Mazzi le colleziona e le sottopone allo studio degli scienziati, per ricostruirne la storia e provenienza. Lontano da ogni intento colonialista, questa esplorazione getta un ponte immaginifico e ancora utopico tra il Paese d'origine dell'artista, segnato dall'attività di deforestazione, abusi e incompiuti edilizi, e una terra dove l'ecosistema segue indisturbato il suo corso.
Un progetto che conduce a una riflessione sull'equilibrio fragile tra corpo e natura, mettendo in dialogo elementi organici e materiali trasformati, rappresenta una tappa significativa nella produzione dell'artista e un ritorno simbolico al territorio veneziano, con un riferimento a Murano in particolare, dove Mazzi ha studiato e avviato importanti collaborazioni con maestranze e realtà creative locali.
La presentazione congiunta dei due progetti sottolinea l'impegno di Ca' Pesaro nel sostenere la ricerca contemporanea sia attraverso la produzione e l'ospitalità di nuove opere e installazioni, sia attraverso l'incremento delle collezioni pubbliche con lavori capaci di interpretare temi centrali del presente, dal rapporto tra uomo e ambiente alle condizioni di fragilità e trasformazione che attraversano il nostro tempo.