Al Museo del Vetro la mostra personale di Marco Toso Borella
L’incomunicabilità nell’epoca dei social media e dell’intelligenza artificiale raccontata attraverso il linguaggio del vetro e dell’antica tecnica del graffito su foglia d’oro
In mostra al Museo del Vetro dal 12 giugno 2026 al 30 marzo 2027 BABEL, personale di Marco Toso Borella, realizzata da Fondazione Musei Civici di Venezia: in mostra una ventina di opere inedite dell’artista muranese, tra i principali interpreti contemporanei della tecnica del graffito su foglia d’oro applicata al vetro, riletta in chiave attuale attraverso una ricerca artistica che unisce tradizione, sperimentazione e riflessione sociale.
In un tempo dominato dall’ipercomunicazione digitale, BABEL intende affrontare il tema del paradosso contemporaneo dell’incomunicabilità. Le opere evocano un universo simbolico e metafisico in cui confluiscono le tensioni del XXI secolo: l’alienazione prodotta dai social media, l’impatto dell’intelligenza artificiale, la perdita di identità e di relazione. Figure archetipiche e richiami alla tradizione culturale occidentale diventano strumenti di lettura del presente e della fragilità dell’uomo contemporaneo.
Attraverso il dialogo tra luce, trasparenza e incisione, il percorso espositivo restituisce anche il valore storico e culturale di un’antica tecnica muranese riportata al centro della ricerca artistica contemporanea.
Marco Toso Borella, pittore su vetro e autore, è attivo da oltre quarant’anni nella sperimentazione sul vetro artistico muranese. Parallelamente all’attività artistica, è noto come fondatore e direttore della Big Vocal Orchestra, una delle più numerose formazioni corali stabili italiane, composta da oltre 300 coristi veneziani.
A Murano, le sue opere sono esposte nella collezione permanente del Museo del Vetro e nella Basilica di San Donato.
La tecnica sviluppata dall’artista, definita “Murano Glass Gold Graffito 3D”, nasce dall’evoluzione dell’antico graffito su foglia d’oro. Il processo combina incisione manuale della foglia aurea, stratificazione del vetro e interventi pittorici policromi su più livelli, sfruttando trasparenze e profondità per costruire immagini tridimensionali e narrative. La mostra propone così un percorso coinvolgente che intreccia arte contemporanea, memoria storica e identità culturale veneziana, riaffermando il ruolo del vetro di Murano come linguaggio espressivo vivo e attuale.