Il contemporaneo trova casa a Mestre
Non un semplice nuovo museo, ma un dispositivo culturale in continua trasformazione.
MUVEC nasce dal ripensamento degli spazi del Centro Culturale Candiani e introduce a Mestre un modello museale dinamico, dove collezione permanente e programmazione temporanea dialogano costantemente tra loro. Al centro, una domanda aperta: quale rapporto può esistere oggi tra arte contemporanea e città?
Un percorso non lineare
La collezione permanente, costruita a partire dalla collezione civica, attraversa oltre settant’anni di ricerca artistica, dal 1948 a oggi. Ma qui il tempo non procede in linea retta.
L’allestimento si sviluppa attraverso tre traiettorie: Ricostruzione, Costruzione, Decostruzione. Tre parole che diventano chiavi di lettura per attraversare il secondo Novecento e il nuovo millennio: dalle tensioni del dopoguerra, quando l’arte prova a reinventare il linguaggio dopo la distruzione, fino alle pratiche contemporanee, in cui immagini, materiali e significati si frammentano e invadono lo spazio. Il museo diventa così un racconto fatto di continuità e rotture, memoria e sperimentazione.
Due piani, due movimenti
Anche l’architettura riflette l'idea di un museo in trasformazione. Al secondo piano, la collezione permanente lavora sulla sedimentazione: temi, materiali, memorie. Al terzo piano, invece, le mostre temporanee introducono deviazioni, nuove prospettive, possibilità inattese. Stabilità e ricerca convivono in una tensione continua, trasformando ogni visita in un’esperienza aperta.
Perché un museo contemporaneo a Mestre
La scelta della terraferma non è marginale: è il cuore stesso del progetto.
MUVEC nasce per parlare a un pubblico eterogeneo e confrontarsi direttamente con le dinamiche del presente dentro una città attraversata da trasformazioni demografiche, culturali e sociali importanti.
Un museo come processo
MUVEC non si presenta come un punto d’arrivo, ma come un punto di partenza.
Prima di tutto, vuole essere una casa per la ricerca contemporanea: uno spazio dedicato alla sperimentazione, agli attraversamenti e ai nuovi linguaggi.
Da qui prende forma anche il programma espositivo: dal Premio Mestre di Pittura, attualmente ospitato nelle sale del terzo piano, fino alla grande mostra autunnale Klimt, Schiele, Kokoschka e il corpo nell’arte contemporanea, dedicata al tema del corpo tra Secessione Viennese e sensibilità contemporanee.
Più che un semplice calendario di mostre, ciò che emerge è un ecosistema culturale in costruzione. MUVEC entra infatti in una rete più ampia promossa da Fondazione Musei Civici di Venezia, insieme all’Emeroteca dell’Arte, alla Casermetta 9 di Forte Marghera e ai futuri sviluppi del Palaplip, contribuendo alla nascita di un distretto dedicato al contemporaneo nella terraferma veneziana.