Fondazione Musei Civici di Venezia | MUVE

Collaborazioni con Istituzioni e Università

University College London (UCL) Institute of Archaeology – Museo del Vetro

 

 

 

 

UCL Institute of Archaeology in collaboration with Museum of  Glass of Murano and the British Museum

“Elementi bizantini e islamici nel vetro veneziano: Dall’Alto Medioevo al Rinascimento”

Questo progetto è finanziato da: London Arts and Humanities Partnership (LAHP)

 
PhD Student: Dott.ssa Veronica Occari            
Supervisors: Prof. Ian Freestone  (UCL) and Dr. Corisande Fenwick (UCL) and with the help of Dr. Andrew Meek (British Museum)

Attraverso lo studio tecnico-materico del vetro, questo progetto indaga il transfer culturale avvenuto tra il Medio Oriente e l’Italia in epoca medievale, con particolare attenzione al ruolo di Venezia.  I secoli di interesse, all’dal XI al XV secolo, rappresentano un periodo di grande scambio culturale tra l’Oriente e l’Occidente, che ha promosso non solo la circolazione di beni preziosi ma anche di nozioni e sviluppo tecnologico.

Il Medio Oriente ha una storia di produzione vitrea lunga e ben affermata, risalente ai tempi dell’età del bronzo. È interessante riportare che la produzione di vetro in larga scala, dai tempi dei romani fino all’avvento dell’Islam, è avvenuta proprio in queste zone. In Occidente, il vetro grezzo proveniente dall’Oriente veniva solamente rifuso e rimodellato in piccole officine cosiddette secondarie, fino all’avvento del medioevo, quando anche in Europa iniziarono a formarsi officine “primarie”.

L’industria vetraria veneziana ha origine nel X secolo D.C. e Venezia diventa presto il più importante centro di lavorazione artistica del vetro in Occidente, caratterizzato da intensi rapporti commerciali con l’Oriente.

Non si è certi sulle origini dell’industria vetraria veneziana ma è evidente che diverse tecnologie utilizzate a Venezia, come l’uso del calcio fosfato come opacizzante nel vetro, l’utilizzo di opacizzanti a base di stagno, le tecniche di doratura e di decorazione a smalto su vetro e l’incisione del vetro trasparente con punta di diamante, fossero in uso anche in Siria e in Egitto.

L’importazione a Venezia di cenere vegetale dal Medio Oriente, utilizzata come fondente, è documentata sin dal 1255 A.D assieme all’uso di un pigmento blu a base di cobalto con caratteristiche simili allo stesso utilizzato in Siria nella decorazione di vetri e ceramiche. Inoltre, diversi elementi stilistici che richiamano lo stile medio orientale sono stati identificati nei vetri veneziani, come l’uso di elementi geometrici, la presenza di manici ad “angolo” e di vasi con forma a “pera”.

Il progetto di ricerca affronta i seguenti temi:

  • Quali innovazioni tecnologiche nell’industria vetraria italiana sono state acquisite dal mondo bizantino e islamico? Un coerente studio diacronico su questo tema non è ancora presente in letteratura. Altrettanto assente è un database composizionale e cronologico capace di unire i dati di composizione chimica ad aspetti più generali, quali gli sviluppi socio-economici del periodo storico in considerazione. Tramite lo studio scientifico di campioni rappresentativi di oggetti vitrei italiani databili da circa l’XI al XV secolo , sarà possibile determinare le innovazioni tecnologiche verificatasi nel periodo di interesse. Tali innovazioni saranno paragonate con quelle avvenute in Medio Oriente.
  • Quali materie prime sono state importate dal Medio Oriente all’Italia durante il periodo di interesse?
  • Fino a che punto le Crociate hanno contribuito in questo transfer di idee e tecnologie?

Il Museo del Vetro di Murano ha consentito di supportare questo progetto e di promuovere l’accesso sia alle collezioni che agli archivi di interesse per la ricerca.

Collezioni di vetro islamico presenti in musei inglesi, quali il British Museum, il Victoria and Albert Museum e il Ashmolean, sono disponibili ai fini di questa ricerca.

Gli oggetti verranno inizialmente analizzati in maniera non invasiva tramite XRF portatile in modo da identificare preliminarmente i coloranti e gli opacizzanti utilizzati. Un’ analisi più approfondita dei campioni tramite SEM-EDX fornirà informazioni dettagliate sulle materie prime utilizzate e i processi tecnologici usati dai maestri vetrai. I campioni verranno ulteriormente analizzati utilizzando LA-ICP-MS, una tecnica più sensibile che permette lo studio della provenienza delle materie prime.

Questo progetto rivelerà il transfer tecnologico avvenuto tra questi due mondi così com’era, in un periodo storico caratterizzato da guerre e crociate ma anche da nuove idee, arte e bellezza.